| Verifica
di procedimenti tecnologici |
Palificate |
- Prove
di carico su pali singoli o gruppi di pali
|
| Impermeabilizzazioni |
- prove
di impermeabilità in sito e misura di quote piezometriche
prima e dopo l'intervento
|
| Consolidamenti
(terreni o rocce) |
- prove
di laboratorio
- determinazione
delle proprietà meccaniche in sito eventualmente con
l'ausilio di indagini geofisiche prima e dopo l'intervento
|
C.
OPERE DI FONDAZIONE
C.1
OGGETTO DELLE NORME
Le presenti norme riguardano le fondazioni di manufatti di qualsiasi
tipo.
Per quanto attiene al calcolo delle strutture costituenti la
fondazione, ai materiali impiegati, ai procedimenti e metodi
costruttivi, valgono le vigenti norme specifiche.
Per le fondazioni di manufatti ricadenti in zone sismiche devono
essere rispettate le prescrizioni di cui al titolo II della
legge 2-2-1974, n. 64. Per le fondazioni di opere speciali,
le presenti norme devono essere integrate con quanto prescritto
nelle norme specifiche.
C.
Opere di fondazione
C.1.
Oggetto delle norme.
Le fondazioni sono distinte in fondazioni dirette (ad es.: plinti,
travi, platee) e fondazioni profonde (ad es.: pali, pozzi, cassoni,
paratie).
C.2.
CRITERI DI PROGETTO
Il progetto delle fondazioni di un'opera deve essere sviluppato
congiuntamente al progetto dell'opera in elevazione tenendo
conto delle modalità costruttive.
L'opera di fondazione deve avere i seguenti requisiti:
- lo stato di tensione indotto nel terreno deve essere compatibile
con le caratteristiche di resistenza del terreno stesso nella
situazione iniziale ed in quelle che potranno presumibilmente
verificarsi nel tempo; - gli spostamenti delle strutture di
fondazione devono essere compatibili con i prefissati livelli
di sicurezza e con la funzionalità delle strutture in
elevazione.
Deve essere tenuta in debito conto l'influenza che l'opera in
progetto può avere su fondazioni e su costruzioni esistenti
nelle vicinanze.
Il progetto deve comprendere i risultati delle indagini, rilievi,
studi atti ad individuare e valutare i fattori che possono influire
sul comportamento della fondazione; la scelta del tipo di fondazione;
la verifica di stabilità del complesso terreno-fondazione;
la previsione dei cedimenti e del loro andamento nel tempo;
la scelta dei procedimenti costruttivi; le verifiche delle strutture
e delle opere di fondazione.
C.2.
Criteri di progetto.
Il comportamento delle fondazioni è condizionato da numerosi
fattori, dei quali si elencano quelli che generalmente occorre
considerare:
a) Terreni di fondazione:
- litostratigrafia;
- proprietà fisiche e meccaniche;
- presenza e caratteristiche delle acque sotterranee.
Tutti questi elementi devono essere definiti con le indagini
specifiche.
b) Opere in progetto:
- dimensioni d'insieme dell'opera;
- caratteristiche della struttura in elevazione, con particolare
riferimento alla sua attitudine ad indurre o a subire cedimenti
differenziali;
- sequenza cronologica con la quale vengono costruite le varie
parti dell'opera;
- distribuzione, intensità o variazione nel tempo dei
carichi trasmessi alla fondazione, distinguendo i carichi permanenti
da quelli accidentali, e questi, a loro volta, in statici e
dinamici. c) Fattori ambientali:
- caratteri morfologici e lineamenti geologici della zona;
- deflusso delle acque superficiali;
- presenza o caratteristiche di altri manufatti (edifici, canali,
acquedotti, fogne, strade, muri di sostegno, gallerie, ponti,
ecc.) esistenti nelle vicinanze o dei quali è prevista
la costruzione.
Le fasi del progetto assumeranno ampiezza e grado di approssimazione
diversi secondo l'importanza del manufatto e dei fattori sopra
elencati, e in relazione al grado di sviluppo previsto per il
progetto (preliminare, di massima, esecutivo).
Qualora non si adotti un unico tipo di fondazione per tutto
il manufatto, si terrà conto dei diversi comportamenti
dei tipi di fondazione adottati, in particolare per quanto concerne
i cedimenti.
Nel caso di ponti, opere marittime e simili è necessario
in particolare considerare la configurazione e la mobilità
dell'alveo fluviale o del fondo marino, la erodibilità
di questi in dipendenza del regime delle acque e delle caratteristiche
dei terreni e del manufatto.
La costruzione di manufatti in zone franose, per i quali non
è possibile una diversa localizzazione, richiede la valutazione
delle azioni trasmesse dai terreni in movimento al manufatto
ed alla sua fondazione. A tale fine è necessario definire
le caratteristiche geometriche e cinematiche dei dissesti in
conformità a quanto indicato dalla sezione G della norma.
C.3
PRESCRIZIONI PER LE INDAGINI
I rilievi e le indagini da effettuare in conformità alle
direttive riportate alla sezione B hanno lo scopo di accertare
la costituzione del sottosuolo e la presenza di acque sotterranee
a pelo libero ed in pressione e di misurare e consentire la
valutazione delle proprietà fisico-meccaniche dei terreni.
La profondità da raggiungere con le indagini va computata
dalla quota più bassa dell'opera di fondazione. Essa
va stabilita e giustificata caso per caso in base alla forma,
alle dimensioni,
alle caratteristiche strutturali del manufatto, al valore dei
carichi da trasmettere in fondazione, alle caratteristiche degli
stessi terreni di fondazione ed alla morfologia di un'area di
adeguata estensione intorno all'opera, nonché alla profondità
ed al regime della falda idrica.
Indagini di carattere speciale devono essere eseguite nelle
aree dove per motivate ragioni geologiche o relative al precedente
uso del territorio possono essere presenti cavità sotterranee,
possono manifestarsi fenomeni di subsidenza ed altri fenomeni
che condizionino il comportamento statico dei manufatti.
Nel caso di modesti manufatti che ricadono in zone già
note, le indagini in sito ed in laboratorio sui terreni di fondazione
possono essere ridotte od omesse, semprechè sia possibile
procedere alla caratterizzazione dei terreni sulla base di dati
e di notizie raccolti mediante indagini precedenti, eseguite
su terreni simili ed in aree adiacenti. In tal caso, dovranno
essere specificate le fonti dalle quali si è pervenuti
alla caratterizzazione fisico-meccanica del sottosuolo.
C.3.
Prescrizioni per le indagini.
Nel caso di fabbricati di civile abitazione la profondità
da raggiungere con le indagini può essere dell'ordine
di b ö 2b, ove b è la lunghezza del lato minore
del rettangolo che meglio approssima la forma in pianta del
manufatto. Nel caso di fondazioni su pali, la profondità,
computata dall'estremità inferiore dei pali, può
essere dell'ordine di 0,5 b ö b.
Delle indagini in sito si ricordano in particolare prove penetrometriche,
statiche e dinamiche, e quelle scissometriche.
A seconda del tipo di terreno, queste prove possono efficacemente
integrare le indagini di laboratorio per la determinazione delle
proprietà meccaniche dei terreni.
Le indagini geotecniche di laboratorio, da effettuare presso
laboratori qualificati nel settore della meccanica delle terre
e delle rocce, saranno commisurate al tipo ed alle caratteristiche
dell'opera e saranno programmate sulla base della natura dei
terreni. Esse consentono di determinare le caratteristiche fisiche
generali e le proprietà indici al fine di classificare
i terreni, ed inoltre i parametri di resistenza necessari per
la verifica a rottura del complesso fondazione-terreno.
Nel caso di terreni a grana fine, specifiche prove di laboratorio
possono fornire i parametri che definiscono la comprimibilità
e, ove necessario, le caratteristiche di consolidazione per
valutare i cedimenti e il loro decorso nel tempo.
Nella programmazione delle prove di laboratorio si terrà
conto che la resistenza e la deformabilità dei terreni
dipendono dal valore delle tensioni nel sottosuolo (dovute al
peso proprio del terreno ed ai sovraccarichi trasmessi dalla
fondazione) e dalle modalità di applicazione nel tempo
dei sovraccarichi stessi.
C.4
FONDAZIONI DIRETTE
C.4.1
CRITERI DI PROGETTO
Il piano di posa deve essere situato al di sotto della coltre
di terreno vegetale, nonché al di sotto dello strato
interessato dal gelo e da significative variazioni di umidità
stagionali. Una scelta diversa deve essere adeguatamente giustificata.
Le fondazioni devono essere direttamente difese o poste a profondità
tale da risultare protette dai fenomeni di erosione del terreno
superficiale. Nel progetto di una fondazione diretta si deve
verificare che il comportamento della fondazione, tanto nei
suoi elementi quanto nel suo complesso, sia compatibile con
la sicurezza e con la funzionalità dell'opera.
A tal fine si devono determinare il carico limite del complesso
di fondazione-terreno ed i cedimenti totali e differenziali.
Limitatamente alle zone non sismiche, nei casi in cui una lunga
e soddisfacente pratica locale indirizzi il progettista nella
scelta del tipo di fondazioni, i calcoli di stabilità
e la valutazione dei cedimenti possono essere omessi, ma le
scelte devono essere documentate e giustificate in base ad un
giudizio globale con esplicito riferimento alla situazione geotecnica
del sottosuolo.
C.4.
Fondazioni dirette.
C.4.1.
Criteri di progetto.
Nel progetto si terrà conto della presenza di sottoservizi
e dell'influenza di questi sul comportamento del manufatto.
Nel caso di reti idriche e fognarie occorre porre particolare
attenzione ai possibili inconvenienti derivanti da immissioni
o perdite di liquidi nel sottosuolo.
E' opportuno che il piano di posa di una fondazione sia tutto
sullo stesso livello.
Ove ciò non sia possibile, le fondazioni adiacenti, appartenenti
o non ad un unico manufatto, saranno verificate tenendo conto
della reciproca influenza e della configurazione dei piani di
posa.
Le fondazioni situate nell'alveo o nelle golene di corsi d'acqua
possono essere soggette allo scalzamento e perciò vanno
adeguatamente difese e approfondite. Analoga precauzione sarà
presa nel caso delle opere marittime.
C.4.2
CARICO LIMITE E CARICO AMMISSIBILE DEL COMPLESSO FONDAZIONE-TERRENO
Il carico limite del complesso fondazione-terreno, deve essere
calcolato sulla base delle caratteristiche geotecniche del sottosuolo
e delle caratteristiche geometriche della fondazione.
Nel calcolo devono essere considerate anche le eventuali modifiche
che l'esecuzione dell'opera può apportare alle caratteristiche
del terreno ed allo stato dei luoghi.
Nel caso di manufatti situati su pendii od in prossimità
di pendii naturali ed artificiali deve essere verificata anche
la stabilità globale del pendio stesso, secondo quanto
disposto alla sezione G, considerando nelle verifiche le forze
trasmesse dalla fondazione.
Il carico ammissibile deve essere fissato come un'aliquota del
carico limite. Il coefficiente di sicurezza non deve essere
inferiore a 3.
Valori più bassi, da giustificare esplicitamente, potranno
essere adottati nei casi in cui siano state eseguite indagini
particolarmente accurate ed approfondite per la caratterizzazione
geotecnica dei terreni con riguardo anche alla importanza e
funzione dell'opera, tenuto conto del grado di affidabilità
della valutazione delle azioni esterne, nonché dell'ampiezza
del piano dei controlli da sviluppare durante la costruzione.
Per le verifiche in presenza di azioni indotte da sismi si adotteranno
i criteri delle citate Norme Sismiche.
C.4.3
CEDIMENTI
I cedimenti assoluti e differenziali ed il loro decorso nel
tempo devono essere compatibili con lo stato di sollecitazione
ammissibile per la struttura e con la funzionalità del
manufatto. La previsione dei cedimenti deve essere basata sul
calcolo riferito alle caratteristiche di deformabilità
dei terreni e delle strutture, tenendo in conto i valori dei
carichi permanenti, il tipo e la durata di applicazione dei
sovraccarichi.
Tale previsione può essere limitata ad un giudizio qualitativo
se una lunga, documentata e soddisfacente esperienza locale
consente di valutare il comportamento del complesso terreno-strutture.
C.4.3.
Cedimenti.
Per effetto dei carichi trasmessi dalle opere di fondazione,
i terreni subiscono deformazioni che provocano spostamenti del
piano di posa. Le componenti verticali degli spostamenti (cedimenti)
assumono in genere valori diversi sul piano di pesa di un manufatto.
Si definisce cedimento differenziale la differenza dei cedimenti
tra punti di una stessa fondazione, di fondazioni distinte con
sovrastrutture comuni e di fondazioni distinte con sovrastrutture
staticamente indipendenti.
In base alla evoluzione nel tempo si distinguono: cedimenti
immediati e cedimenti differiti. I cedimenti differiti sono
caratteristici dei terreni a grana fine poco permeabili e dei
terreni organici.
La previsione dei cedimenti sarà basata su calcoli svolti
con i procedimenti e coni metodi della geotecnica, tenuto conto
delle caratteristiche meccaniche dei terreni.
Nel caso di terreni a grana fine, i parametri che caratterizzano
la deformabilità saranno di regola ottenuti con indagini
di laboratorio. Nel caso di terreni a grana media o grossa,
i parametri anzidetti, possono essere valutati sulla base dei
risultati di indagini in sito.
Sulla base della previsione dei cedimenti sarà espresso
un giudizio sulla loro ammissibilità con riferimento
ai limiti imposti dal comportamento statico e dalla funzionalità
del manufatto.
Qualora il manufatto in progetto possa influire sul comportamento
statico e sulla funzionalità di manufatti adiacenti,
il giudizio di ammissibilità sarà esteso a questi
ultimi.
C.4.4
ELEMENTO STRUTTURALE DI FONDAZIONE
Per le verifiche di resistenza delle singole membrature o elementi
di una fondazione si deve tenere conto delle reazioni del terreno,
delle spinte dovute all'acqua e dell'influenza di sovraccarichi
direttamente applicati al terreno.
I carichi e le azioni sopracitati vanno combinati in modo tale
da dar luogo, in ciascun elemento strutturale della fondazione,
al più sfavorevole stato di sollecitazione.
Nella valutazione degli stati di sollecitazione degli elementi
strutturali di fondazione si deve tener conto della interazione
terreno-struttura di fondazione-struttura in elevazione.
C.4.5
SCAVI DI FONDAZIONE
Nell'esecuzione degli scavi per raggiungere il piano di posa
della fondazione si deve tener conto di quanto specificato al
punto A 2, al punto D.2 ed alla sezione G.
Il terreno di fondazione non deve subire rimaneggiamenti e deterioramenti
prima della costruzione dell'opera. Eventuali acque ruscellanti
o stagnanti devono essere allontanate dagli scavi. Il piano
di posa degli elementi strutturali di fondazione deve essere
regolarizzato e protetto con conglomerato magro o altro materiale
idoneo.
Nel caso che per eseguire gli scavi si renda necessario deprimere
il livello della falda idrica si dovranno valutare i cedimenti
del terreno circostante; ove questi non risultino compatibili
con la stabilità e la funzionalità delle opere
esistenti, si dovranno opportunamente modificare le modalità
esecutive. Si dovrà, nel caso in esame, eseguire la verifica
al sifonamento. Per scavi profondi, si dovrà eseguire
la verifica di stabilità nei riguardi delle rotture del
fondo.
C.5
FONDAZIONI SU PALI
C.5.1
CRITERI DI PROGETTO
Il progetto di una fondazione su pali comporta il dimensionamento
della palificata e delle relative strutture di collegamento;
esso comprende la scelta del tipo di palo e delle relative modalità
di esecuzione e lo studio del comportamento del complesso palificata-terreno.
Deve essere determinato il carico limite del singolo palo e
quello della palificata e verificata l'ammissibilità
dei cedimenti della palificata in relazione alle caratteristiche
delle strutture elevazione. In presenza di azioni indotte da
sismi si adotteranno i criteri di verifica prescritti dalle
norme sismiche.
Devono essere valutate le eventuali variazioni delle caratteristiche
del terreno e le conseguenze che l'esecuzione della palificata
può provocare su manufatti esistenti in zone vicine.
Qualora sussistano le condizioni geotecniche per cui possa manifestarsi
il fenomeno dell'attrito negativo, si deve tener conto del corrispondente
effetto nella scelta del tipo di palo, nel dimensionamento e
nelle verifiche.
C.5.
Fondazioni su pali
C.5.1.
Criteri di progetto
A seconda delle modalità esecutive i tipi più
comuni di pali di fondazione possono essere classificati in:
- pali prefabbricati ed infissi (es.: pali infissi a percussione,
vibrazione, pressione, ecc.);
- pali gettati in opera senza asportazione di terreno;
- pali gettati in opera con asportazione di terreno.
L'interasse tra i pali va stabilito tenuto conto della funzione
della palificata e del procedimento costruttivo. Di regola,
e salvo condizioni particolari, l'interasse minimo deve essere
pari a 3 volte il diametro del palo.
Per le palificate soggette anche a forze orizzontali di intensità
non trascurabile si deve valutare lo stato di sollecitazione
nel palo e nel terreno e verificarne l'ammissibilità
sviluppando calcoli geotecnici specifici in presenza di tali
forze.
C.5.2
INDAGINI SPECIFICHE
Le indagini devono essere eseguite in conformità con
quanto precisato nella sezione B e devono essere dirette anche
ad accertare la fattibilità e l'idoneità del tipo
di palo in la fattibilità e l'idoneità del tipo
di palo in relazione alle caratteristiche dei terreni e delle
acque del sottosuolo.
Con le indagini si debbono accertare le caratteristiche del
terreno di fondazione fino alla profondità interessata
da significative variazioni tensionali.
C.5.2.
Indagini specifiche.
L'indagine sul terreno si intende estesa dal piano di campagna
fino alla profondità significativa al di sotto della
punta dei pali.
C.5.3
CARICO LIMITE E CARICO AMMISSIBILE DEL PALO SINGOLO
La determinazione del carico limite del complesso palo-terreno
deve essere effettuata con uno o più dei seguenti procedimenti:
a) metodi analitici per la valutazione della resistenza alla
base e lungo il fusto;
b) correlazioni basate sui risultati di prove in sito;
c) sperimentazione diretta su pali di prova (vedi punto C.S5.);
analisi del comportamento dei pali durante la battitura. Nel
progetto si deve giustificare la scelta dei procedimenti di
calcolo adottati.
La valutazione del carico assiale sul palo singolo deve essere
effettuata prescindendo dal contributo delle strutture di collegamento
direttamente appoggiate sul terreno.
La sperimentazione diretta con prove di carico su pali singoli
o gruppi di pali, deve essere in ogni caso eseguita per opere
di notevole importanza e quando, per le caratteristiche dei
terreni, i risultati delle indagini non consentono di esprimere
giudizi affidabili sul comportamento del palo.
Il valore del carico ammissibile del palo singolo rispetto al
carico assiale limite deve essere fissato dividendo il corrispondente
carico limite per un coefficiente di sicurezza da stabilire
in relazione alle caratteristiche del terreno, al tipo ed alle
modalità costruttive del palo.
Il valore del coefficiente di sicurezza non deve essere inferiore
a 2,5 nel caso che il carico limite sia valutato con i metodi
teorici. Nei casi nei quali vengano anche eseguite prove di
carico fino a rottura di cui al punto C.5.5. può essere
accettato un coefficiente di sicurezza inferiore ma non minore
di 2, sempre che siano state eseguite approfondite e dettagliate
indagini per la caratterizzazione fisico-meccanica dei terreni.
Nel caso di pali di diametro uguale o maggiore di 80 centimetri,
la scelta del valore del coefficiente di sicurezza deve essere
adeguatamente motivata e deve tener conto di cedimenti ammissibili.
Il palo dovrà essere verificato anche nei riguardi di
eventuali forze orizzontali.
C.5.3.
Carico limite e carico ammissibile del palo singolo.
Per la determinazione del carico assiale limite del complesso
palo-terreno, si farà ricorso a:
a) formule statiche che consentono di valutare la resistenza
alla base del palo e quella lungo il fusto;
b) formule dinamiche, basate su osservazioni acquisite durante
la esecuzione dei pali infissi e battuti;
c) correlazioni empiriche basate sui risultati di prove penetrometriche;
d) sperimentazione diretta su pali di prova (vedi paragr. C.5.5.
"Norme").
L'approssimazione del calcolo del carico limite, svolta con
i procedimenti di cui ai precedenti punti a), b), c) dipende
dalle schematizzazioni insite in detti procedimenti e da fattori
variabili caso per caso. Pertanto deve essere giustificata la
scelta del procedimento impiegato ed espresso un giudizio sulla
attendibilità delle previsioni.
Nei casi in cui siano notevoli le incertezze sull'applicazione
dei procedimenti o sui valori dei parametri da introdurre nei
calcoli o sull'influenza della tecnica di esecuzione del palo
sulle proprietà dei terreni, il carico assiale limite
sarà stabilito in base ai risultati di prove di carico
di progetto.
C.5.4
CARICO AMMISSIBILE DELLA PALIFICATA
Il carico ammissibile della palificata deve essere determinato
tenendo conto del carico ammissibile del singolo palo e della
influenza della configurazione geometrica della palificata,
del tipo costruttivo di palo, della costituzione del sottosuolo
e del tipo di struttura di collegamento orizzontale delle teste
dei pali. Il carico ammissibile della palificata deve essere
stabilito anche in relazione al valore dei cedimenti assoluti
e differenziali compatibili con la sicurezza e la funzionalità
dell'opera e di quelle adiacenti.
Quando i pali sono disposti ad interasse minore di tre diametri,
sarà effettuata una ulteriore verifica nella quale la
palificata sarà considerata una fondazione diretta di
profondità pari alla lunghezza dei pali salvo più
accurate analisi.
C.5.4.
Carico ammissibile della palificata.
Il progetto della fondazione su pali deve comprendere considerazioni
riguardanti i cedimenti della palificata e l'influenza di questi
sulla sovrastruttura.
Il calcolo dei cedimenti può essere svolto sulla base
di una opportuna schematizzazione delle sollecitazioni trasmesse
dalla palificata al sottosuolo.
Le dimensioni degli elementi strutturali di collegamento tra
i pali devono essere fissate in coerenza con le ipotesi adottate
per la ripartizione dei carichi tra i pali stessi.
Questi elementi vanno verificati per la condizione di carico
costituita dalle azioni ad essi trasmesse dalla sovrastruttura
e dalle reazioni dei singoli pali.
C.5.5
PROVE DI CARICO
Le prove per la determinazione del carico limite del palo singolo
di cui al punto C.5.3. devono essere spinte fino a valori del
carico assiale tali da portare a rottura il complesso paloterreno
o comunque tali da essere adeguatamente superiori al massimo
carico di esercizio e comunque tali da consentire di ricavare
significativi diagrammi dei cedimenti della testa del palo in
funzione dei carichi e dei tempi.
Le prove di carico dei pali di diametro inferiore a 80 centimetri
devono essere spinte ad almeno 1,5 volte il previsto carico
assiale massimo di esercizio.
Il numero e l'ubicazione dei pali da sottoporre alla prova di
carico devono essere stabiliti in base all'importanza dell'opera
ed al grado di omogeneità del sottosuolo. Per opere di
notevole importanza tale numero deve essere pari ad almeno l'1
per cento del numero totale dei pali, con un minimo di due.
C.5.5.
Prove di carico. Prove di progetto.
Queste prove vengono effettuate su pali appositamente costruiti.
Esse hanno la finalità di determinare il carico limite
del complesso palo-terreno, perciò vanno spinte fino
a quel valore del carico per il quale si raggiunge la condizione
di rottura del terreno. Ove ciò non sia possibile la
prova deve essere eseguita fino ad un carico pari ad almeno
2,5 volte il carico di esercizio.
Prove di collaudo. - Queste prove vengono effettuate su pali
della palificata durante ed al termine della sua costruzione,
al fine di verificare se il comportamento dei pali corrisponde
a quello previsto in progetto.
Esecuzione delle prove. - L'applicazione del carico sul palo
sarà graduale e le modalità e durata della prova
saranno fissate sulla base delle caratteristiche meccaniche
dei terreni.
La misura degli spostamenti della testa del palo deve essere
riferita a punti fissi non influenzati dalle operazioni di prova.
Gli strumenti impiegati per le prove (flessimetri, manometri,
martinetti, ecc.) devono essere tarati e controllati.
C.5.6
ELEMENTO STRUTTURALE DI COLLEGAMENTO
Per le verifiche di resistenza delle membrature o elementi strutturali
di collegamento tra i pali si deve tener conto delle reazioni
dei singoli pali, delle spinte dovute all'acqua e dell'influenza
di sovraccarichi direttamente applicati al terreno. I carichi
e le azioni sopracitati vanno combinati in modo tale da dar
luogo in ciascun elemento strutturale della fondazione, al più
sfavorevole stato di sollecitazione.
C.6
RELAZIONE SULLA FONDAZIONE
I risultati delle indagini e delle verifiche devono essere illustrati
in una relazione apposita, facente parte integrante degli atti
progettuali.
D.
OPERE SOSTEGNO
D.1
OGGETTO DELLE NORME
Le norme contenute nella presente sezione si applicano ai muri
di sostegno, alle paratie, alle palancolate ed alle armature
per il sostegno di scavi e ad opere di sostegno costituite da
terra mista ad altri materiali.
D.2
CRITERI DI PROGETTO
Il comportamento dell'opera di sostegno, intesa come complesso
struttura-terreno, deve essere esaminato tenendo conto della
successione e delle caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni
di fondazione e di eventuali materiali di riporto, interessati
dall'opera; dalle falde idriche, del profilo della superficie
topografica del terreno prima e dopo l'inserimento dell'opera;
dei manufatti circostanti; delle caratteristiche di resistenza
e di deformabilità dell'opera; dei drenaggi e dispositivi
per lo smaltimento delle acque superficiali e sotterranee e
delle modalità di esecuzione dell'opera e del rinterro.
Deve essere verificata la stabilità dell'opera di sostegno
e del complesso opera-terreno.
Le verifiche debbono essere effettuate nelle condizioni corrispondenti
alle diverse fasi costruttive ed al termine della costruzione,
tenendo conto delle possibili oscillazioni di livello dell'acqua
nel sottosuolo.
Quando il terreno sia sede di moti di filtrazione l'opera deve
essere verificata nei riguardi del sifonamento. Nel caso di
opere su pendio o prossime a pendii si deve esaminare anche
la stabilità di questi secondo quanto indicato alla sezione
G.
Il progetto deve comprendere inoltre il dimensionamento delle
opere di drenaggio e di raccolta delle acque superficiali, tenuto
conto anche di quanto indicato alla sezione H e con le limitazioni
prescritte alla sezione L.
Nel caso di scavi armati o delimitati da pareti, deve essere
verificata anche la stabilità del fondo nei riguardi
della rottura per sollevamento.
D.3
INDAGINI SPECIFICHE
Per i criteri generali di indagine si fa riferimento alla sezione
B ed alla sezione C.
Nel caso di modesti manufatti che ricadano in zone già
note le indagini in sito ed in laboratorio sui terreni di fondazione
possono essere ridotte od omesse, semprechè sia possibile
procedere alla caratterizzazione dei terreni sulla base di dati
e notizie raccolti mediante indagini precedenti, eseguite su
terreni simili ed in aree adiacenti. In tal caso devono essere
specificate le fonti dalle quali si è pervenuti alla
caratterizzazione fisicomeccanica del sottosuolo.
Il volume significativo di cui al punto B.3 deve contenere le
superfici di scorrimento possibili relative alla stabilità
globale dell'opera, del terreno di fondazione e del terrapieno.
In particolare, nei terreni sede di moti di filtrazione tale
volume deve comprendere le zone dove possono aver luogo fenomeni
di sifonamento.
D.4
VERIFICHE DEI MURI DI SOSTEGNO CON FONDAZIONI SUPERFICIALI
D.4.1
AZIONI SUL MURO DI SOSTEGNO
Le azioni dovute al terreno, all'acqua, ai sovraccarichi ed
al peso proprio del muro devono essere calcolate e composte
in modo da pervenire, di volta in volta, alla condizione più
sfavorevole nei confronti delle verifiche di cui ai punti seguenti.
Le ipotesi di calcolo delle spinte sui muri devono essere giustificate
con considerazioni sui prevedibili spostamenti relativi del
muro rispetto al terreno. In particolare la spinta attiva può
essere adottata nei casi in cui questo valore della spinta sia
compatibile con i possibili spostamenti del muro.
Ai fini della verifica di cui al successivo punto D.4.2, non
si tiene conto, nel calcolo, del contributo di resistenza del
terreno antistante il muro; in casi particolari, da giustificare
con considerazioni relative alle caratteristiche meccaniche
dei terreni ed ai criteri costruttivi del muro, se ne può
tener conto con dei valori non superiori al 50 per cento della
resistenza passiva.
D.4.
Verifiche dei muri di sostegno con fondazioni superficiali.
D.4.1.
Azioni sul muro di sostegno.
I più comuni tipi di muri di sostegno possono essere
suddivisi dal punto di vista costruttivo in muri di pietrame
a secco eventualmente sistemato a gabbioni; muri di muratura
ordinaria o di conglomerato cementizio; muri di conglomerato
cementizio armato, formati generalmente da una soletta di fondazione
e da una parete con o senza contrafforti; speciali muri in terra
costituiti da associazione di materiale granulare e armature
metalliche ad alta aderenza e da un paramento articolato di
pannelli prefabbricati in calcestruzzo.
Il coefficiente di spinta attiva assume valori che dipendono
dalla geometria del paramento del muro e dei terreni retrostanti,
nonché dalle caratteristiche dei terreni e del contatto
terra-muro.
Nel caso di muri i cui spostamenti orizzontali siano impediti,
la spinta può raggiungere valori maggiori di quelli relativi
alla condizione di spinta attiva.
Per la distribuzione delle pressioni neutre occorre far riferimento
alle differenti condizioni che possono verificarsi nel tempo
in dipendenza, ad esempio, dell'intensità e durata delle
precipitazioni, della capacità drenante del terreno,
delle caratteristiche e della efficienza del sistema di drenaggio.
Le azioni sull'opera devono essere valutate con riferimento
all'intero paramento di monte, compreso il basamento di fondazione.
La verifica strutturale del muro sarà eseguita con i
metodi della tecnica delle costruzioni.
D.4.2
VERIFICA ALLA TRASLAZIONE SUL PIANO DI POSA
Per la sicurezza lungo il piano di posa del muro, il rapporto
fra la somma delle forze resistenti nella direzione dello slittamento
e la somma delle componenti nella stessa direzione delle azioni
sul muro deve risultare non inferiore a 1,3.
D.4.3
VERIFICA AL RIBALTAMENTO DEL MURO.
Il rapporto tra il momento delle forze stabilizzanti e quello
delle forze ribaltanti rispetto al lembo anteriore della base
non deve risultare minore di 1,5.
D.4.4
VERIFICA AL CARICO LIMITE DELL'INSIEME FONDAZIONE-TERRENO
Questa verifica deve essere eseguita secondo quanto prescritto
alla sezione C, tenendo conto dell'inclinazione ed eccentricità
della risultante delle forze trasmesse dal muro al terreno di
fondazione.
Il coefficiente di sicurezza non deve risultare minore di 2.
D.4.5
VERIFICA DI STABILITÀ GLOBALE
Questa verifica riguarda la stabilità del terreno nel
quale è inserito il muro, nei confronti di fenomeni di
scorrimento profondo.
Il coefficiente di sicurezza non deve risultare inferiore ad
1,3.
D.5
VERIFICHE DI MURI DI SOSTEGNO FONDATI SU PALI
Le verifiche devono essere condotte come prescritto al paragrafo
C.5.
D.6
DISPOSITIVI DI DRENAGGIO PER LA RIDUZIONE DELLE PRESSIONI NEUTRE
E MODALITÀ COSTRUTTIVE
A tergo dei muri di sostegno deve essere realizzato un drenaggio
in grado di garantire anche nel tempo un adeguato smaltimento
delle acque piovane e di falda.
Il progetto del dreno deve comprendere la scelta dei materiali
(naturali od artificiali) tenendo conto dei requisiti richiesti
per la funzionalità e delle caratteristiche del terreno
con il quale il dreno è a contatto, secondo i criteri
per il dimensionamento dei filtri, di cui alla sezione N.
Il muro deve essere interrotto da giunti trasversali, estesi
alla fondazione, quando lo richiedano la lunghezza del manufatto
e la natura del terreno. Nel caso in cui alle spalle del muro
debba essere eseguito un rinterro, sono da eseguire le norme
del punto E.3.
Il costipamento del rinterro, quando previsto, deve essere eseguito
secondo quanto prescritto alla sezione E.
D.7
VERIFICA DELLE PARATIE
D.7.1
AZIONI SULLA PARETE
Le azioni dovute al terreno, all'acqua ed ai sovraccarichi anche
transitori devono essere calcolate e composte in modo da pervenire
di volta in volta alle condizioni più favorevoli nei
confronti delle verifiche di cui al punto D.7.2.
Le ipotesi per il calcolo delle spinte e delle resistenze del
terreno devono essere giustificate sulla base di considerazioni
sui prevedibili spostamenti relativi parete-terreno, in relazione
alla deformabilità dell'opera, alle sue condizioni di
vincolo, alle modalità esecutive dell'opera e dello scavo
ed alle caratteristiche del terreno.
Nel caso di paratie che debbano essere incorporate nella costruzione
con funzione statica, le azioni sulle paratie dovranno essere
calcolate con riferimento alle condizioni che si prevedono nelle
diverse fasi di costruzione e in quella di esercizio ad opera
finita.
D.7.2
VERIFICHE
I calcoli di progetto devono comprendere la verifica della profondità
di infissione e quella degli eventuali ancoraggi,
puntoni o strutture di controventamento.
Deve essere verificata la stabilità del fondo dello scavo,
nei riguardi anche di possibili fenomeni di sifonamento.
Per opere che ricadano in prossimità di altri manufatti
devono essere valutati gli spostamenti del terreno ed i loro
effetti sulla stabilità e funzionalità dei manufatti.
Tale valutazione è prescritta anche nei casi nei quali
sia necessario deprimere il livello della falda per poter eseguire
gli scavi.
I valori dei coefficienti di sicurezza saranno assunti dal progettista
e giustificati sulla base del grado di affidabilità dei
dati disponibili e del modello di calcolo adottato.
D.8
ARMATURE PER IL SOSTEGNO DEGLI SCAVI
La verifica deve essere eseguita per scavi in trincea di profondità
superiore ai due metri, nei quali sia prevista la permanenza
di operai e per scavi che ricadano in prossimità di manufatti
esistenti.
Le azioni dovute al terreno, all'acqua ed ai sovraccarichi anche
transitori devono essere calcolate in modo da pervenire di volta
in volta alle condizioni più sfavorevoli.
Le ipotesi per il calcolo delle azioni del terreno sull'armatura
devono essere giustificate con considerazioni sulla deformabilità
relativa del terreno e dell'armatura sulla modalità esecutiva
dell'armatura e dello scavo e sulle caratteristiche meccaniche
del terreno e sul tempo di permanenza dello scavo.
D.9
RELAZIONE SULLE OPERE DI SOSTEGNO
I risultati delle indagini sui terreni, degli studi e delle
verifiche devono essere raccolti nella relazione geotecnica
facente parte integrante degli atti progettuali.
E.
MANUFATTI DI MATERIALI SCIOLTI
E.1
OGGETTO DELLE NORME
Le presenti norme si applicano ai manufatti di materiali sciolti
ed ai reinterri.
Le colmate e le discariche sono trattate alla sezione I.
Le dighe di ritenuta di materiali sciolti sono oggetto di norme
tecniche specifiche.
E.1.
Oggetto delle norme.
I manufatti di materiali sciolti sono ad esempio: rilevati per
strade, ferrovie, aeroporti e piazzali, riempimenti a tergo
di strutture di sostegno, argini e moli.
E.2
INDAGINI SUI TERRENI E SUI MATERIALI DA COSTRUZIONE
Le indagini devono essere programmate e svolte secondo quanto
prescritto alla sezione B e alla sezione C.3.
Nel caso di modesti manufatti che ricadano in zone già
note le indagini in sito ed in laboratorio sui terreni di fondazione
possono essere ridotte od omesse, semprechè sia possibile
procedere alla caratterizzazione dei terreni sulla base di dati
e notizie raccolti mediante indagini precedenti, eseguite su
ed in aree adiacenti. In tal caso devono essere specificate
le fondi dalle quali si è pervenuti alla caratterizzazione
fisico-meccanica del sottosuolo.
Nel progetto occorre considerare globalmente l'insieme manufatto-sottosuolo.
A tal fine devono essere definite la stratigrafia, le proprietà
fisico-meccaniche dei terreni di fondazione e le caratteristiche
di eventuali falde idriche.
Il progetto deve prevedere la scelta dei materiali; questa deve
essere effettuata tenendo presenti le risorse naturali della
zona, nel rispetto dei vincoli imposti dalla vigente legislazione.
A tal fine dove si prevede l'apertura di cave di prestito devono
essere effettuate indagini geologiche e geotecniche per accertare
la disponibilità di materiali idonei e la possibilità
di eseguire i lavori. Sui materiali prescelti devono essere
eseguite indagini di laboratorio per definire la classificazione
geotecnica e le
caratteristiche di costipamento e quando necessario, le proprietà
meccaniche e la permeabilità.
E.3
CRITERI DI PROGETTO
Il manufatto deve essere progettato tenendo conto dei requisiti
richiesti per la sua funzione, nonché' delle caratteristiche
dei terreni di fondazione. Devono altresì essere indicate
le fonti di approvvigionamento e le disponibilità dei
materiali.
La stabilità dell'insieme manufatto-terreno di fondazione
deve essere studiata nelle condizioni corrispondenti alle diverse
fasi costruttive, al termine della costruzione e all'esercizio,
adottando i valori delle caratteristiche fisico-meccaniche determinate
con le indagini di cui al punto E.2.
Per i rilevati il coefficiente di sicurezza riferito alla stabilità
del sistema manufatto-terreno di fondazione non deve risultare
inferiore a 1,3. Per gli argini vale quanto previsto dalle norme
tecniche per le dighe di ritenuta di materiali sciolti. Per
le opere costituite da terra mista ad altri materiali si dovranno
eseguire anche le verifiche alla traslazione, al ribaltamento,
al carico limite, come indicato ai punti D.4.2. -
D.4.3. - D.4.4. Il progetto dovrà essere integrato con
le verifiche strutturali delle eventuali armature di rinforzo
del rilevato.
Si deve verificare che i cedimenti, dovuti alle deformazioni
dei terreni di fondazione e dei materiali costituenti il manufatto,
siano compatibili con la funzionalità e la sicurezza
del manufatto stesso. Si deve inoltre valutare l'influenza del
manufatto in progetto sui manufatti esistenti ed indicare gli
interventi occorrenti per limitare gli effetti sfavorevoli.
Nel caso di manufatti su pendii si deve esaminare anche l'influenza
che la reazione dei manufatti può avere sulle condizioni
di stabilità generali del pendio.
L'analisi deve essere sviluppata come indicato dal punto G.2.
Il progetto di opere modeste per dimensioni e funzione, può
essere basato su stime cautelative delle caratteristiche fisico-meccaniche
del materiale impiegato e del terreno di fondazione. Il progetto
deve considerare anche tutti gli interventi per proteggere il
manufatto dagli agenti esterni.
E.3.
Criteri di progetto.
Per i rilevati ed i rinterri a tergo di opere di sostegno sono
da preferire le terre a grana media o grossa. Terre a grana
fine possono essere impiegate per opere di modesta importanza
e quando non sia possibile reperire materiali migliori.
Si possono adoperare anche materiali ottenuti dalla frantumazione
di rocce.
Sono da escludere materiali con forti percentuali di sostanze
organiche di qualsiasi tipo e materiali fortemente rigonfiati.
I materiali per gli argini saranno scelti tenendo presenti i
possibili motivi di filtrazione.
Per i dreni saranno adoperati materiali di elevata permeabilità;
la loro granulometria sarà scelta in relazione alle caratteristiche
dei materiali a contatto con i dreni stessi, secondo quanto
disposto alla sezione N.
Per i moli saranno adoperati blocchi di rocce durevoli, in particolare
nei confronti dell'acqua marina, e di dimensioni e caratteristiche
idonee a resistere alle azioni esercitate dal moto ondoso. Limitatamente
alla zona interna del manufatto possono essere adoperati materiali
naturali o di frantumazione purché, privi di frazione
fine e opportunamente protetti da filtri.
Per gli speciali muri in terra mista di cui al punto D.4. 1.
i materiali da preferire saranno costituiti da terre con passante
ai 15 micron non superiore al 20% e dovranno comunque obbedire,
per le caratteristiche meccaniche e chimico-fisiche, ai requisiti
richiesti comunemente per tali tipi di opere.
Per la progettazione delle opere stradali e per l'impiego delle
terre nei manufatti stradali, si rinvia alle apposite norme
C.N.R. relative alla campionatura, alle prove sui materiali
stradali ed alla tecnica di impiego delle terre.
Si rinvia anche alle "istruzioni per la redazione di progetti
stradali" pubblicate dal C.N.R.
Per i manufatti di materiali sciolti nei quali trovano impiego
anche elementi di rinforzo costituiti da altri materiali (noti
in commercio con diversi tipi brevettati, come ad esempio "terra
armata", ecc.) si richiama l'attenzione sulla necessità
di effettuare verifiche anche relativamente al comportamento
nei riguardi dell'azione aggressiva dell'ambiente ed in particolare
delle acque.
E.4
POSA IN OPERA DEI MATERIALI
I materiali costituenti i manufatti devono essere posti in opera
a strati e costipati per ottenere caratteristiche fisico-meccaniche
in accordo con i requisiti progettuali. Al riguardo devono essere
indicate in progetto le prescrizioni relative alla posa in opera
precisando i controlli da eseguire durante la costruzione ed
i limiti di accettabilità dei materiali.
La posa in opera senza costipamento i consentita, oltre che
per manufatti di pietrame e nel caso di opere subacquee quale
che sia il materiale impiegato, avuto riguardo all'importanza
del manufatto. Le modalità della posa in opera e del
costipamento devono essere considerate in progetto, sia nella
definizione della sezione tipo dell'opera, sia nella valutazione
delle proprietà fisico-meccaniche dei materiali.
E.5
RELAZIONE
La relazione geotecnica deve comprendere la caratterizzazione
fisico-meccanica dei terreni di fondazione e dei materiali da
costruzione, la descrizione delle modalità di coltivazione
delle cave di prestito e delle modalità di posa in opera
dei materiali, le verifiche di stabilità della fondazione
e del corpo del manufatto la previsione dei cedimenti e del
loro andamento nel tempo, le verifiche del manufatto nei riguardi
degli eventuali moti di rifiltrazione e la giustificazione degli
eventuali accorgimenti costruttivi che da esse scaturiscono.
In particolare, per i drenaggi ed i filtri deve essere motivata,
la scelta dei materiali naturali o artificiali, tenendo conto
dei requisiti di funzionalità e delle caratteristiche
granulometriche e di permeabilità del terreno con il
quale essi si trovano a contatto.
F.
GALLERIE E MANUFATTI SOTTERRANEI
F.1
OGGETTO DELLE NORME
Le presenti norme si applicano alle gallerie ed ai manufatti
completamente immersi o nel terreno che si realizzano mediante
scavo in sotterraneo.
F.1.
Oggetto delle norme.
I manufatti indicati nella relativa norma sono, ad esempio,
gallerie idrauliche, stradali, ferroviarie con relativi imbocchi
di estremità o intermedi (pozzi, finestre, discenderie),
caverne per centrali idroelettriche, depositi o parcheggi sotterranei.
Lo scavo in sotterraneo può svilupparsi in differenti
posizioni rispetto alla superficie topografica:
- con piccolo ricoprimento di terreno (ad es.: gallerie metropolitane,
subacquee, parietali);
- con grande ricoprimento di terreno (ad es.: gallerie di valico,
depositi sotterranei).
Per le gallerie minerarie si rimanda alla normativa specifica.
F.2. Indagini specifiche.
Il programma di ricerche e di indagini sui terreni deve essere
predisposto ed attuato sulla base della ricostruzione dei lineamenti
geologici della zona ed in dipendenza dell'entità del
ricoprimento. Nel caso di rocce fratturate le ricerche devono
comprendere la descrizione qualitativa e quantitativa dello
stato di fratturazione ed in genere delle discontinuità
strutturali presenti nella formazione. F.3. Progetto.
F.2
INDAGINI SPECIFICHE
Le indagini per la scelta del tracciato del manufatto e per
la raccolta dei dati da porre a base del progetto devono essere
programmate e sviluppate secondo i criteri indicati nella sezione
B tenendo in debito conto la complessità della situazione
geologica, geotecnica, morfologica ed idrogeologica, la profondità
e la lunghezza del manufatto ed il livello di progettazione
(studio di fattibilità progetto di massima, progetto
esecutivo).
I risultati delle indagini geologiche devono essere esaurientemente
esposti e commentati in una relazione geologica. Qualora durante
la realizzazione di un manufatto si riscontrano situazioni non
evidenziate durante le indagini precedentemente eseguite, i
risultati progettuali degli interventi si devono basare anche
sui dati acquisiti in corso d'opera.
Gli elaborati dei dati osservati ed il loro monitoraggio, nei
predetti casi, devono essere parte integrante degli atti progettuali.
F.3
PROGETTO
F.3.1
CRITERI DI PROGETTO
Nel progetto di manufatti sotterranei devono essere specificati
ed adeguatamente giustificati:
- la scelta dell'ubicazione o del tracciato dell'opera in dipendenza
dei risultati e delle indagini geologiche e delle indagini geotecniche;
- la previsione dei metodi di scavo, delle opere provvisionali
e dei mezzi occorrenti per l'aggottamento eventuale o per la
intercettazione dell'acqua sotterranea e degli eventuali procedimenti
speciali per il consolidamento temporaneo o permanente del terreno;
- la previsione degli effetti che gli scavi e l'eventuale aggottamento
d'acqua avranno sulla stabilità dei manufatti ricadenti
nella zona di influenza dello scavo e degli eventuali provvedimenti
da adottare;
- la previsione sull'eventuale presenza di gas tossici od esplosivi,
sulle acque drenate dal sottosuolo e sulla ventilazione occorrente
nel corso dei lavori ed in fase di esercizio;
- la definizione delle caratteristiche geometriche e strutturali
del manufatto;
- il piano degli strumenti per il controllo del comportamento
delle strutture e terreno durante il corso dei lavori ed eventualmente
in fase di esercizio.
Nel progetto devono essere chiaramente indicate le ipotesi assunte
per la valutazione delle componenti di sollecitazione che si
destano nel sottosuolo nell'interno del manufatto ed il significato
delle approssimazioni che ne conseguono.
F.3.1.
Criteri di progetto.
Nella previsione progettuale dei metodi di scavo, particolare
considerazione dovrà aversi per la sicurezza in avanzamento,
per la stabilità di eventuali manufatti circostanti e
per la sistemazione del materiale di risulta.
La costruzione di un'opera in sotterraneo determina una modifica
dello stato tensionale del sottosuolo rispetto alla situazione
preesistente. Il nuovo stato di sollecitazione dipende dallo
stato tensionale preesistente, dalla forma e dalle dimensioni
dell'opera, dalla posizione di questa rispetto alla superficie
esterna, dal metodo seguito nella costruzione e dalla successione
delle varie fasi della lavorazione, nonché dal tipo di
rivestimento, provvisorio o definitivo, adottati.
Ulteriori variazioni dello stato tensionale possono essere indotte
nel sottosuolo durante l'esercizio dell'opera per effetto della
spinta di fluidi convogliati dalla galleria o di sollecitazioni
statiche e dinamiche dovute al traffico.
La grandezza delle deformazioni indotte nel terreno dalla costruzione
di un'opera in sotterraneo dipende dallo stato tensionale del
terreno, dall'azione dell'acqua eventualmente presente, nonché
dal metodo di scavo adottato.
Gli spostamenti della superficie esterna per effetto dello scavo
in sotterraneo, devono essere sempre valutati con prudenza,
tenendo conto anche dell'effetto dell'eventuale abbassamento
della falda provocato dalla costruzione dell'opera.
F.4
METODI DI SCAVO
La scelta dei metodi di scavo deve effettuarsi tenendo conto
delle proprietà geotecniche dei terreni che si prevede
di attraversare e dell'eventuale presenza di falde idriche e
di altri manufatti indicati in prossimità del tracciato.
Il materiale di risulta deve essere sistemato in aree da indicare
in progetto, tenendo conto delle prescrizioni della sezione
I.
F.4.
Metodi di scavo.
La stabilità del fronte di avanzamento dipende dallo
stato dei terreni che si attraversano o di quelli immediatamente
circostanti, dalla grandezza del ricoprimento in rapporto al
diametro della galleria, dalla velocità di avanzamento,
dalle caratteristiche della eventuale macchina di scavo, dai
procedimenti che si seguono nella posa in opera dei sostegni
e del prerivestimento. In particolari terreni (ad es.: sabbie
fini di bassa porosità, argille dure fessurate, rocce
fratturate) le condizioni di stabilità possono essere
notevolmente modificate dagli effetti meccanici dei fenomeni
di filtrazione o di percolazione dal fronte di scavo.
Eventuali metodi speciali di trattamento preventivo, previsti
in progetto per migliorare temporaneamente o permanentemente
le proprietà meccaniche dei terreni devono essere adeguatamente
illustrati e giustificati, secondo quanto disposto alla sezione
N.
Le previsioni di progetto devono essere sufficientemente ampie
per tener conto di eventuali variazioni delle proprietà
meccaniche dei terreni lungo l'asse della galleria.
F.5
VERIFICA DEL RIVESTIMENTO
Le ipotesi per la verifica del rivestimento devono essere compatibili
con il metodo e con i tempi di costruzione.
Nel progetto si deve tener conto della presenza di altri manufatti
superficiali o sotterranei e si devono indicare gli eventuali
vincoli da imporre per nuove costruzioni.
F.5.
Verifica del rivestimento.
Il comportamento del rivestimento dipende dalle dimensioni e
dalla profondità della galleria, dallo stato tensionale
del sottosuolo, dalla rigidità della struttura, dal metodo,
dalla sequenza e dai tempi delle operazioni di costruzione dell'eventuale
prerivestimento.
Il comportamento del prerivestimento dipende principalmente
dalle modalità e dall'accuratezza con le quali viene
realizzato. Pertanto l'adeguatezza del rivestimento e dell'eventuale
prerivestimento sarà controllata in fase costruttiva
per mezzo di misure.
F.6
CONTROLLO DEL MANUFATTO
Le ipotesi assunte in progetto relativamente alla caratterizzazione
meccanica dei terreni e delle rocce devono essere controllate
sulla base delle osservazioni e dei dati sperimentali che si
raccolgono nel corso dei lavori. Le osservazioni e le misure
devono essere proseguite durante l'esercizio per un congruo
periodo di tempo, che sarà indicato in progetto.
F.6.
Controllo del manufatto.
Il programma dei controlli previsti in progetto indicherà
la strumentazione da impiegare, nonché la ubicazione
degli strumenti e la sequenza delle misure.
G.
STABILITÀ DEI PENDII NATURALI E DEI FRONTI DI SCAVO
G.1
OGGETTO DELLE NORME
Le presenti norme si applicano allo studio della stabilità
dei pendii naturali, al progetto delle opere di stabilizzazione
di pendii e frane, nonché al progetto di scavi non armati
che per le loro dimensioni (ampiezza e profondità), per
le caratteristiche meccaniche dei terreni, rappresentino pericolo
per la sicurezza.
G.1.
Oggetto delle norme.
Le fronti di scavo indicate nella norma cui si riferiscono le
presenti istruzioni, attengono ad esempio a scavi di fondazioni,
trincee stradali, canali, ecc. Per le fronti di scavo in miniere
e cave, si rimanda invece, alla normativa specifica.
G.2
PENDII NATURALI
G.2.1
ACCERTAMENTI DI CARATTERE GENERALE
L'accertamento della stabilità richiede osservazioni
e rilievi di superficie, raccolta di notizie storiche sull'evoluzione
dello stato del pendio e su eventuali danni subiti dalle strutture
esistenti, la costruzione dei movimenti eventualmente in atto
e dei loro caratteri geometrici e cinematici, la raccolta dei
dati sulle precipitazioni meteoriche, sui caratteri idrogeologici
della zona, su sismi e su precedenti interventi di consolidamento.
Le verifiche di stabilità, anche in relazione alle opere
da eseguire, devono essere basate su dati acquisiti con indagini
specifiche.
G.2.1.
Verifiche di stabilità
La stabilità dei pendii è influenzata da numerosi
fattori tra i quali è generalmente necessario prendere
in considerazione:
a) caratteristiche morfologiche;
b) caratteristiche geologiche, e proprietà fisico-meccaniche
dei terreni costituenti il pendio;
c) caratteristiche e circolazione delle acque sotterranee:
pressioni interstiziali e nelle discontinuità dei terreni
costituenti il pendio;
d) peso proprio ed azioni esterne applicate alle opere insistenti
sul pendio;
e) carattere sismico della zona;
f) fattori ambientali.
G.2.2
INDAGINI SPECIFICHE
I rilievi e le indagini devono effettuarsi secondo le prescrizioni
della sezione B e secondo i criteri particolari seguenti:
- la superficie del pendio deve essere definita attraverso un
rilievo plano-altimetrico in scala adeguata ed esteso ad una
zona sufficientemente ampia a monte e a valle del pendio stesso;
- lo studio geologico, anche con l'ausilio della fotogeologia,
deve precisare l'origine e la natura dei terreni, il loro assetto
tettonico-strutturale, i caratteri ed i fenomeni geomorfologici
e la loro prevedibile evoluzione nel tempo e lo schema della
circolazione idrica nel sottosuolo;
- lo studio geotecnico deve definire caratteristiche fisico-
meccaniche dei terreni, l'entità e la distribuzione delle
pressioni dell'acqua nel terreno e nelle discontinuità,
degli eventuali spostamenti planoaltimetrici di punti in superficie
ed in profondità. La profondità e l'estensione
delle indagini devono essere fissate in relazione alle caratteristiche
geometriche del pendio, al risultati dei rilievi indicati ai
punti precedenti, nonché alla più probabile posizione
della eventuale superficie di scorrimento. Nel caso di pendii
in frana le indagini devono consentire di accertare la forma
e la posizione della superficie o delle superfici di scorrimento,
in quanto possibile, e di definire le caratteristiche cinematiche
della frana.
G.2.2.
Indagini specifiche.
Lo studio geologico comprenderà il rilevamento diretto
delle discontinuità del terreno (giunti di stratificazione,
faglie, diaclasi e fratture) delle quali saranno determinate
la distribuzione spaziale, la frequenza e le caratteristiche.
Attraverso una analisi geomorfologica quantitativa del pendio
e delle aree adiacenti, inoltre, si ricercheranno le indicazioni
sulla franosità della zona e su natura, caratteristiche
e grandezza dei movimenti verificatisi in passato. La determinazione
delle pressioni neutre va effettuata ponendo i piezometri in
posizioni opportunamente scelte in relazione alle caratteristiche
geometriche e stratigrafiche del pendio.
Le indagini di laboratorio saranno particolarmente dirette alla
determinazione della resistenza al taglio, massima e residua.
Se la verifica di stabilità riguarda pendii naturali
in frana, le indagini saranno dirette a definire la posizione
e la forma delle eventuali superfici di scorrimento. Si prevederà
a tal fine la posa in opera di basi e di picchetti ed il rilevamento
periodico della loro posizione rispetto a capisaldi esterni
all'area interessata dal movimento. Queste operazioni saranno
volte a determinare la grandezza degli spostamenti e il loro
andamento nel tempo, in relazione anche ai fattori meteorologici
ed idraulici.
Quando risulti necessario rilevare gli spostamenti in profondità
si metteranno in opera inclinometri o apparecchi rilevatori
di scorrimenti profondi. Gli spostamenti in profondità
saranno riferiti a quelli misurati in superficie.
G.2.3
CALCOLI DI STABILITÀ
Il metodo di calcolo per la verifica della stabilità
deve essere scelto tenendo conto della posizione e della forma
delle possibili superfici di scorrimento, dell'assetto strutturale,
delle caratteristiche meccaniche del terreno, nonché
della distribuzione delle pressioni neutre. Nel caso di pendii
in frana si devono adottare quei metodi - in quanto applicabili
- che permettono di eseguire la verifica lungo le superfici
di scorrimento che meglio approssimano quella riconosciuta con
le indagini.
Negli altri casi si esamineranno superfici di scorrimento cinematicamente
possibili in numero sufficiente per ricercare la superficie
alla quale corrisponda, nel caso considerato, il coefficiente
di sicurezza più basso.
Quando sussistano condizioni tali da non consentire una agevole
valutazione delle pressioni neutre i calcoli di verifica devono
essere effettuati assumendo le più sfavorevoli condizioni
che ragionevolmente si possono prevedere.
Per i pendii ricadenti in zona sismica, la verifica di stabilità
deve essere eseguita tenendo conto delle azioni sismiche, come
prescritto dalle norme sismiche.
Il valore del coefficiente di sicurezza sarà assunto
dal progettista e giustificato sulla base delle considerazioni
relative al livello di conoscenze raggiunto ed al grado di affidabilità
dei dati disponibili, alla complessità della situazione
geologica e geotecnica, alla esperienza locale su pendii naturali
in situazioni simili, nonché alle conseguenze di un'eventuale
frana.
G.2.4
INTERVENTI
Il progetto degli interventi di consolidamento di un pendio
deve essere giustificato dai calcoli di stabilità sviluppati
secondo quanto indicato al punto precedente.
Il piano dei controlli sulla efficacia dei provvedimenti deve
essere parte integrante degli elaborati progettuali.
G.3
FRONTI DI SCAVO
G.3.1
INDAGINI SPECIFICHE
Le indagini specifiche sono quelle indicate al punto G.2.2.
Esse possono essere eseguite anche parzialmente sviluppate a
seconda delle condizioni locali, della profondità, dell'ampiezza,
della destinazione e della durata dello scavo.
G.3.1.
Indagini specifiche.
In merito alle indagini specifiche da svolgere si precisa che:
a) i rilievi topografici e lo studio geologico saranno estesi
ad un'area più ampia di quella direttamente interessata
ai lavori;
b) le indagini geotecniche in sito saranno volte a riconoscere
la costituzione del sottosuolo ed a determinare i valori della
pressione dell'acqua interstiziale e nelle discontinuità.
La profondità delle esplorazioni sarà stabilita
in relazione a quella dello scavo, avendo cura di estendere
l'indagine a monte del previsto ciglio ed al di sotto della
quota di fondo scavo;
c) le indagini geotecniche di laboratorio si svolgeranno secondo
quanto indicato al punto G.2.2.
G.3.2
CRITERI DI PROGETTO E CALCOLI DI STABILITÀ
Il progetto deve definire un profilo di scavo tale che il terreno
sia stabile con adeguato margine di sicurezza, da valutarsi
con i metodi di calcolo indicati al punto G.2.3.
Nel caso di terreni omogenei e nei quali le pressioni neutre
siano note con sufficiente attendibilità, il coefficiente
di sicurezza non deve essere minore di 1,3.
Nelle altre situazioni il valore del coefficiente di sicurezza
da adottare deve essere scelto caso per caso, tenuto conto principalmente
della complessità strutturale del sottosuolo, delle conoscenze
del regime delle pressioni neutre e delle conseguenze di un
eventuale fenomeno di rottura. Si deve tener conto dell'esistenza
di manufatti e sovraccarichi in prossimità del ciglio
di scavo.
Nel progetto deve essere esaminata l'eventuale influenza dello
scavo sul regime delle acque superficiali e sotterranee dell'area
interessata.
H.
FATTIBILITÀ GEOTECNICA DI OPERE SU GRANDI AREE
H.1
OGGETTO DELLE NORME
Le presenti norme comprendono i criteri di carattere geotecnico
da adottare nell'elaborazione di piani urbanistici e nel progetto
di insiemi di manufatti che interessano ampie superfici e che
possono comportare variazioni significative nelle condizioni
del sottosuolo, quali:
a) nuovi insediamenti urbani o civili o industriali;
b) ristrutturazione di insediamenti già esistenti, compresi
quelli da consolidare e trasferire ai sensi della legge 9-7-1980
n. 445, e successive modificazioni ed integrazioni; c) reti
idriche e fognarie urbane e reti di sottoservizi di qualsiasi
tipo;
d) strade, ferrovie ed idrovie;
e) opere marittime e difese costiere;
f) aeroporti;
g) bacini artificiali e sistemi di derivazione da corsi d'acqua;
h) sistemi di impianti per l'estrazione di liquidi o di gas
dal sottosuolo;
i) bonifiche e sistemazione del territorio;
l) attività estrattive di materiali da costruzione.
H.2
INDAGINI SPECIFICHE
Gli studi geologici e la caratterizzazione geotecnica devono
essere estesi a tutta la zona di possibile influenza degli interventi
previsti.
Le indagini devono in particolare accertare le condizioni di
stabilità dei pendii, tenuto conto anche di eventuali
effetti derivanti dalla realizzazione delle opere.
Saranno inoltre considerati i fenomeni di subsidenza prodotti
da modifiche del regime delle acque superficiali e profonde,
nonché da asportazioni o riporti di materiali terrosi.
Per l'elaborazione di piani urbanistici in zone sismiche le
indagini devono essere finalizzate alla caratterizzazione del
territorio per la ricerca dei parametri di progetto in accordo
con quanto previsto dalle norme sismiche.
H.2.
Indagini specifiche.
Al fine dell'accertamento della fattibilità dell'opera
saranno raccolte informazioni atte a definire:
- le caratteristiche topografiche e geomorfologiche della zona;
- i caratteri delle acque superficiali e sotterranee;
- le caratteristiche ed il comportamento di manufatti esistenti
nei dintorni.
Lo studio geologico definirà i lineamenti geomorfologici
e la loro tendenza evolutiva, i caratteri stratigrafici e strutturali,
il grado di alterazione, la degradabilità e la fessurazione
degli ammassi rocciosi, nonché lo schema idrogeologico.
Lo studio geotecnico sarà atto a definire le proprietà
fisico-meccaniche dei principali tipi di terreni, la posizione
e le caratteristiche delle eventuali falde idriche. Per questo
saranno eseguite indagini in sito e in laboratorio, secondo
i criteri indicati nella sezione B, e proporzionate alla prevista
destinazione dell'area. Sarà accertata l'eventuale esistenza
di cavità naturali o artificiali nel sottosuolo, di dimensioni
significative ai fini del progetto.
Nel caso di aree, che, in tutto o in parte, ricadano in specchi
d'acqua marini, lacuali o fluviali, i predetti studi saranno
estesi ai fondali e devono essere integrati dal rilievo della
batimetria che comprenda anche le zone adiacenti, significative
ai fini della destinazione dell'area.
H.3
VERIFICHE DI FATTIBILITÀ
Prima della progettazione delle singole opere per le quali valgono
le norme specifiche, occorre verificare e documentare con relazione
tecnica la fattibilità dell'insieme dal punto di vista
geologico e geotecnico e, se necessario, individuare i imposti
al progetto dalle caratteristiche del sottosuolo.
Per le zone sismiche si dovrà documentare il rispetto
dei previsti vincoli.
H.3.
Verifiche di fattibilità.
La verifica di fattibilità geologica e geotecnica comprende
l'accertamento delle modifiche che il sistema di opere in progetto
può indurre nell'area e deve precisare se le condizioni
locali impongano l'adozione di soluzioni e procedimenti costruttivi
di particolare onerosità.
Nel caso di pendii sarà accertata la stabilità
di insieme con riferimento alla condizione precedente la realizzazione
delle opere in progetto ed a seguito della costruzione di tali
opere, secondo quanto prescritto nella sezione G.
Nel caso di reti idriche o fognarie, ed in genere di sottoservizi
in zone già urbanizzate o da urbanizzare, sarà
accertata l'influenza di esse sui manufatti esistenti, sia in
fase di costruzione che di esercizio a seguito di guasti o rotture.
Per l'estrazione di liquidi o gas dal sottosuolo saranno valutate
le deformazioni provocate dalle variazioni dello stato tensionale
effettivo, i conseguenti spostamenti della superficie topografica
e la loro influenza sulla stabilità e sulla funzionalità
dei manufatti esistenti secondo quanto trattato nella sezione
L.
I.
DISCARICHE E COLMATE
La
presente norma si applica agli accumuli di materiali sciolti
di qualsiasi natura.
Nel rispetto degli strumenti urbanistici e delle norme vigenti
sulla protezione delle acque, sulla salvaguardia del paesaggio,
e dell'igiene pubblica, la scelta delle aree da destinare a
discarica o colmata va eseguita sulla base di studi geologici,
geotecnici e idrogeologici.
Le discariche e le colmate devono essere realizzate sulla base
un progetto che ne stabilisca le dimensioni e le modalità
di posa opera, indichi i provvedimenti necessari per la conservazione
della stabilità nel tempo, tenendo conto anche della
futura destinazione dell'area, esamini la stabilità dell'insieme
terreno di fondazione- discarica con particolare riguardo alla
stabilità dei pendii e consideri l'influenza sulle opere
presenti nei dintorni.
Lo studio dell'area da destinare a discarica o colmata deve
prevedere tutte le opere di raccolta e canalizzazione delle
acque superficiali e profonde, nonché delle eventuali
acque drenate nel tempo dal corpo stesso della discarica.
I.
Discariche colmate.
In
questa categoria rientrano gli accumuli di materiali sciolti
di qualsiasi natura, inclusi quelli versati alla rinfusa (ad
esempio, depositi di rifiuti urbani e industriali, materiali
di risulta di scavi e demolizioni, discariche minerarie).
L'entità degli accertamenti e degli studi da svolgere
va commisurata all'esigenza di sicurezza, all'importanza della
discarica, alla morfologia della zona e alla presenza nel sottosuolo
di terreni di bassa resistenza ed alle possibili influenze sulla
circolazione idrica superficiale e sotterranea e sulla quantità
delle acque.
In merito ai "provvedimenti necessari per la stabilità
nel tempo" si richiama la necessità di far ricorso
ad una idonea strumentazione di controllo, laddove si presentino
casi particolarmente importanti per altezze, volumi ed ubicazione
del territorio.
Il richiamo delle norme all'aspetto idrogeologico riguarda principalmente
possibili riflessi negativi dell'intervento sulla circolazione
idrica nel sottosuolo.
L.
EMUNGIMENTI DI FALDE IDRICHE
La
presente norma si applica alle opere ed agli interventi riguardanti
l'estrazione di acqua dal sottosuolo. Nel progetto delle opere
di emungimento si deve accertare che queste siano compatibili
con le caratteristiche dell'acquifero e che eventuali conseguenti
cedimenti della superficie del suolo siano compatibili con la
stabilità e la funzionalità dei manufatti presenti
nella zona interessata dall'emungimento.
Il progetto deve stabilire anche i mezzi e le modalità
di estrazione, in modo da evitare che con l'acqua venga anche
estratto il terreno o la sua frazione più fina.
L.
Emungimenti da falde idriche
Il
modello fisico assunto a base della progettazione delle opere
e degli interventi sarà ottenuto da specifici studi idrogeologici
e geotecnici.
M.
CONSOLIDAMENTO DEI TERRENI
La
presente norma si applica agli interventi di consolidamento
dei terreni e delle rocce aventi lo scopo di modificare permanentemente
o temporaneamente le caratteristiche meccaniche per mezzo di
procedimenti tecnologici di vario tipo.
Il progetto degli interventi di consolidamento deve comprendere:
a) caratterizzazione del sottosuolo con particolare riferimento
all'analisi delle condizioni che rendono necessario l'intervento;
b) analisi del tipo di intervento prescelto in relazione alle
opere da realizzare e con riferimento a manufatti vicini;
c) dimensionamento esecutivo degli interventi e descrizione
di dettaglio dei procedimenti costruttivi;
d) prescrizioni sulla verifica dell'esito dell'intervento attraverso
indagini e controlli in corso d'opera.
N.
DRENAGGI E FILTRI
Le
presenti norme si applicano ai manufatti formati da uno o più
strati di materiale sabbioso-ghiaioso o di materiali sintetici,
costruiti allo scopo di controllare e regolare la filtrazione
e le pressioni neutre delle acque nel sottosuolo, nell'interno
dei manufatti di materiali sciolti ed al contatto fra strutture
e terreno.
Il progetto di drenaggi e filtri deve comprendere la scelta
dei materiali tenendo conto dei requisiti richiesti per la funzionalità
dei filtri stessi e delle caratteristiche del terreno con il
quale essi sono a contatto.
N.
Drenaggi e filtri
I
manufatti indicati nella relativa norma hanno lo scopo di:
- abbassare il livello della falda idrica o ridurre il valore
delle pressioni neutre nel sottosuolo o in manufatti di materiali
sciolti;
- eliminare o ridurre le pressioni neutre a tergo di strutture
di sostegno;
- consentire la filtrazione verso l'esterno di acque circolanti
nel sottosuolo o in manufatti di materiali sciolti senza causare
il sifonamento;
- interrompere l'eventuale risalita di acqua per capillarità.
I drenaggi ed i filtri, in relazione alle finalità per
cui vengono realizzati, devono essere progettati in modo da
soddisfare i seguenti requisiti:
a) il materiale filtrante deve essere più permeabile
del terreno con il quale è a contatto;
b) la granulometria del materiale filtrante deve essere tale
da evitare che particelle di terreno causino intasamento del
filtro e del drenaggio;
c) lo spessore dello strato filtrante deve essere sufficientemente
elevato da consentire una buona distribuzione delle frazioni
granulometriche nello strato stesso e deve essere definito tenendo
conto anche dei procedimenti costruttivi.
Se i criteri di progetto sopra elencati non possono essere soddisfatti
con un solo strato filtrante, sarà impiegato un tipo
a più strati. Ciascuno strato filtrante nei riguardi
di quelli adiacenti, sarà progettato alla stessa stregua
di un filtro monostrato.
I tubi disposti nei drenaggi allo scopo di convogliare l'acqua
raccolta devono essere dimensionati tenendo conto della portata
massima ed i fori di drenaggio dei tubi vanno dimensionati in
modo da evitare che granuli del materiale filtrante penetrino
nelle tubazioni stesse. I materiali naturali o artificiali da
impiegare per la confezione di drenaggi e filtri, saranno formati
da granuli resistenti e durevoli e non devono contenere sostanze
organiche o altre impurità.
Le acque ruscellanti in superficie non devono penetrare entro
i drenaggi e i filtri; esse devono essere regolate e raccolte
mediante canalizzazioni.
Il terreno formante il piano di posa di drenaggio e filtri non
deve subire rimaneggiamenti, deve essere sufficientemente consistente
e se necessario costipato.
Durante la costruzione vanno eseguiti regolari controlli della
granulometria del materiale impiegato.
Il materiale del filtro e del drenaggio va posto in opera evitando
la separazione delle frazioni granulometriche, O.
O.
ANCORAGGI
O.1
OGGETTO DELLE NORME
Le presenti norme si applicano a tutti i tipi di armature (ancoraggi),
attive o passive, inserite in terreni od in rocce (tiranti,
bulloni, chiodi) allo scopo di aumentare la resistenza al taglio,
specie lungo superfici di discontinuità.
O.1.
Definizioni
Tiranti di ancoraggio: elementi strutturali operanti in trazione
atti a trasmettere forze al terreno. Sono elementi costitutivi
del tirante: il dispositivo di ancoraggio e la piastra di ripartizione,
l'armatura e la guaina; il dispositivo di ancoraggio.
In base alla tensione nell'armatura si definiscono:
pretesi: tiranti nella cui armatura viene indotta una forza
di tesatura, pari a quella di esercizio;
parzialmente pretesi: tiranti nella cui armatura viene indotta
una forza di tesatura inferiore a quella di esercizio;
non pretesi: tiranti nella cui armatura non viene indotta alcuna
forza di tesatura.
Bulloni di ancoraggio: tipi particolari di tiranti caratterizzati
dall'armatura costituita da barre, dall'assenza di guaina, dalla
limitata lunghezza e dall'impiego in ammassi rocciosi.
Chiodi di ancoraggio: sono ancoraggi non pretesi costituiti
da elementi strutturali operanti in un dominio di trazione e
taglio. I chiodi sono formati da una barra (o da un profilato)
di acciaio connessa per tutta la sua lunghezza con il terreno
e priva di dispositivi di bloccaggio esterni.
O.2
INDAGINI SPECIFICHE
Le indagini da eseguire in conformità alle direttive
riportate nella sezione B, devono raccogliere i dati occorrenti
per il progetto degli ancoraggi, per la verifica della stabilità
globale e per il controllo del comportamento dell'insieme costituito
dall'eventuale struttura ancorata, dagli ancoraggi e dal terreno
comunque interessato.
Le indagini devono definire la composizione, le caratteristiche
strutturali e le proprietà fisico-meccaniche dei terreni
del sottosuolo interessato dal complesso delle opere e riconoscere
se l'ambiente nel quale gli ancoraggi ricadono sia aggressivo
per i materiali che li costituiscono.
O.2.
Indagini specifiche
L'indagine va condotta sulle parti del suolo e del sottosuolo
che interagiscono con il sistema di ancoraggi e con l'eventuale
struttura ancorata.
L'indagine dovrà definire le situazioni topografica,
geologica e geotecnica. Dovranno essere raccolti dati relativi
ai caratteri geo-morfologici ed alle condizioni di stabilità
generali della zona interessata dai lavori; ai caratteri litologici
e strutturali dei terreni, al regime di circolazione ed alle
caratteristiche chimiche delle acque del sottosuolo. In particolare
l'indagine dovrà consentire di definire le proprietà
fisiche e meccaniche dei terreni e delle rocce in sede con riferimento
anche al loro comportamento nel tempo. Per il progetto e l'esecuzione
degli ancoraggi si potrà fare riferimento a: AICAP (1983).
Ancoraggi nei terreni e nelle rocce - Raccomandazioni - Edizione
provvisoria.
O.3
CRITERI DI PROGETTO
Nel progetto si deve tener conto del tipo e delle finalità
dell'intervento (provvisorio, definitivo), delle sollecitazioni
prevedibili, della natura e delle caratteristiche del sottosuolo,
nonché dei problemi esecutivi per l'installazione del
cantiere. In dipendenza occorre fissare la tecnologia esecuzione;
l'orientazione, la lunghezza, il numero degli ancoraggi; lo
sforzo ammissibile.
O.3.1
VERIFICA AL CARICO LIMITE
Questa verifica deve essere eseguita per valutare la resistenza
a trazione dell'ancoraggio la quale dipende, a seconda dei casi,
dalla residenza alla sfilamento della connessione ancoraggio-
terreno, dalla resistenza del terreno (sciolo o lapideo)
nell'immediato intorno della connessione o dalla resistenza
della barra.
Per la valutazione del carico limite, si può procedere
in prima approssimazione con formule teoriche; è però
necessaria la conferma sperimentale con prove di trazione in
sito in fase di progetto e di collaudo.
O.3.2
VERIFICA AL CREEP
Per gli ancoraggi in terre coerenti o in terre incoerenti, deve
essere valutata la resistenza allo slittamento in funzione del
tempo, tenendo conto del comportamento viscoso del terreno e
dei materiali che costituiscono l'ancoraggio.
O.3.3
PROVE DI CARICO
Poiché la riuscita degli ancoraggi dipende in larga misura
da dettagli tecnologici, il comportamento dell'insieme ancoraggio
terreno deve essere determinato con prove di carico su ancoraggi
di prova realizzati nello stesso sito e con lo stesso sistema
costruttivo.
Le prove per la determinazione del carico limite del singolo
ancoraggio devono essere spinte a valori del carico tali da
portare a rottura il complesso ancoraggio-terreno.
Le prove di collaudo, al fine di controllare gli ancoraggi eseguiti,
devono essere in numero sufficiente per accertare il buon funzionamento
dell'opera.
La prova consiste in un ciclo semplice di carico e scarico sottoponendo
l'ancoraggio ad una forza pari ad 1,2 volte la prevista forza
di esercizio.